L’altra sera ho detto a mio marito, che stava guardando una partita di calcio in Tv: «Lo sai, mi sono iscritta a un social network dedicato alla terza età». Ho fatto una piccola prova, dall’esito scontato: nemmeno un plissé. Perché anche lui, quando c’è il calcio, per 90 minuti smette di essere un interlocutore interessante e si infila di diritto nella categoria “mariti che guardano la partita”. Non definibili altrimenti, sono esseri viventi più o meno scomposti sul divano, con il telecomando che non mollano nemmeno se va a fuoco la cucina e che, a momenti alterni, d’improvviso si agitano (fuorigioco), gridano (rigore), e a volte addirittura saltano (gol). Continuando la mia inconsueta navigazione su Internet, ho dunque aspettato l’intervallo.
Ecco, c’è di buono che durante quei 15 minuti mio…
