Il 6 aprile 2015, dopo centodieci giorni di navigazione e 15 mila chilometri di inseguimento, in cui la nave Bob Barker di Sea Shepherd non lo perde mai di vista, il Thunder, un peschereccio ricercato per reati sulla pesca, viene fatto affondare dal suo comandante che fa imbarcare acqua (foto in alto), al largo del golfo della Guinea, in Africa occidentale, per nascondere i documenti e le prove delle sua attività illegali. La Sam Simon, la seconda nave che ha partecipato all’operazione, è rimasta indietro, per issare a bordo i 25 km di reti che il peschereccio aveva abbandonato per l’arrivo di Sea Shepherd. Il Thunder, che aveva cambiato spesso bandiera e nome per non essere tracciato dalla guardia costiera dei Paesi in cui operava, pescava con reti non consentite,…