«Avevo perso la testa e l’ho fatto per lei, Maria». Per la donna che lo ha fatto innamorare, che gli ha fatto intravedere un’altra vita, più colorata, al di fuori della routine matrimoniale. Una giustificazione che fa rabbrividire. Per Maria, collega di lavoro in un’azienda informatica, Carlo Lissi afferra un coltello da cucina, uccide la moglie Cristina e i suoi due figli, Giulia, 5 anni e mezzo, e il piccolo Gabriele, 20 mesi. Erano diventati un intralcio, un ostacolo per il suo nuovo amore («Ero stanco di mia moglie, comandava lei in casa», dirà). Poi, si lava, getta in un tombino l’arma del delitto, un coltello, ed esce per andare al pub a guardare la partita Inghilterra-Italia ai Mondiali. Come se nulla fosse accaduto. Non prima di aver inscenato un…