Diceva che la morte non esiste, che è solo trasformazione. Credeva nella reincarnazione e cantava che «la vita non finisce, finché non saremo liberi torneremo ancora, ancora e ancora». Per questo scrivere che Franco Battiato si è spento la mattina del 18 maggio nella sua casa di Milo, in Sicilia, sarebbe fargli un torto: diremo perciò che non è più qui, ma altrove, dopo 76 anni vissuti nel corpo di uno dei maggiori artisti della scena italiana, autore di brani che, una volta sentiti, non se ne vanno più dalle orecchie e dal cuore. Un cantautore eclettico, intellettuale e geniale, che nella sua carriera ha spaziato da Cuccurucucù a La cu ra, dal pop alla poesia, ha sperimentato l’elettronica e il rock progressivo, le sonorità etniche e quelle liriche, accolto…