«VIVIAMO DEL NOSTRO MODESTO LAVORO E DEI FRUTTI DI QUESTA TERRA FANTASTICA», DICE LA SUPERIORA, “MANAGER” DELLA PICCOLA AZIENDA. «E CON I GUADAGNI FACCIAMO DEL BENE» Le vigne, i frutteti, il sole a picco. Oltre la collina il mare, azzurro e invitante. Suor Margherita alza il calice di rosso come a brindare, il velo che svolazza nel vento. Alle sue spalle, issata sul trattore, suor Emanuela sollecita il fotografo a scattare: «Svelto, se no questo ce lo beviamo!».
Eccole, le evaristiane di Oristano. Qui, tra Donigala e Putzu Idu, le conoscono tutti: gestiscono la scuola materna, si occupano dei ragazzi con problemi di ritardo mentale, coltivano i campi. E producono vino. Vermentino, cannonau, passito, secondo la migliore tradizione sarda. Presto anche uno spumante. Dalle 15 alle 20 mila bottiglie l’anno,…