Rosita Boschetti, direttrice della casa-museo Casa Pascoli, nel libro Omicidio Pascoli, il complotto (Mimesis) prende spunto dalle indagini di Raffaele, Giovanni e Giuseppe, tre figli di Ruggero, che ancora un decennio dopo non si erano arresi e, arrivati probabilmente alla verità, dovettero desistere dal chiedere giustizia dopo una lettera minatoria a Giacomo, il primogenito, che stava mettendo su famiglia e disse: “Fermatevi, è troppo pericoloso... ”. Ercole Ruffi, tutore dei Pascoli, li esortò pure lui a lasciar perdere.
Su cosa ha lavorato per ricostruire i fatti?
Su 100 registri contabili e 5mila carte sciolte dell’archivio Torlonia. In una casa colonica abbiamo trovato il copialettere: le minute che Ruggero e i successori scrivevano al principe confermano i sospetti. Dopo l’omicidio, Achille Petri diventò amministratore e Pietro Cacciaguerra agente dei Torlonia, come…
