onoscevo Gino Strada, come milioni di italiani, perché ogni tanto lo si vedeva in Tv, a dire il vero raramente. Si capiva al primo sguardo che non aveva niente da spartire con i soliti frequentatori dei talk show: era ruvido, corrucciato, per niente disposto a convenevoli, chiacchiere a vuoto, amabili schermaglie. Era diretto, chiaro, intransigente, detestava l’accomodamento, il compromesso ideologico, il “sì ma anche”, il “benaltrismo” e tutte le vacue tecniche di confronto inventate in questi salotti, sociologismi, politicismi, cose noiose, incomprensibili, trite e ritrite, di nessun interesse e soprattutto di nessuna utilità. Badava al sodo, diceva quel che pensava e soprattutto parlava solo di quel che sapeva e se ne fregava di trovare condivisione, comprensione, apprezzamento. Non gli interessava piacere, e infatti da molti era detestato, di lui si…