Domenica mattina, ore 9.30, Stazione Centrale di Milano. Accompagnavo mio figlio a prendere il treno, una piccola vacanza studio. Il termometro dell’auto segnalava già 32 gradi: dentro, l’aria condizionata accesa a velocità tre, risuonavano giustamente poco ascoltate le mie pedanti raccomandazioni: farà caldissimo in questi giorni, quindi bevi molto, se fai sport bagnati la testa... Svoltiamo in via Vittor Pisani: per chi non è di Milano, è il vialone che porta alla stazione, tutto portici, un paio di ristoranti noti. Guardo distrattamente fuori dal finestrino, poi d’improvviso metto a fuoco: fine delle raccomandazioni, fine del discorso, fine di tutto. In una fila quasi ordinata, sdraiati per terra su coperte d’accatto, senza scarpe, giacciono immobili nella canicola diverse persone. Sono uomini, pare dormano, hanno le braccia stese, le mani con il…
