Un amor fou, un legame possente, spirituale e appassionato al tempo stesso. È quello che unisce per vent’anni Marta Marzotto (1931-2016), vivace contessa salottiera, e il pittore siciliano Renato Guttuso (1911-87), uno dei più importanti artisti del dopoguerra in Italia. “Sei il mio miele, il mio sangue, il mio respiro, il mio amore”, le scrive lui. Entrambi sposati, si amano senza troppi sotterfugi in un periodo in cui l’adulterio è ancora reato. Tutti sanno, tutti sparlano e malignano, ma lo scandalo esplode solo alla morte dell’artista, quando tutto finisce. Perché il patto, tra di loro, è chiaro fin dall’inizio: non si mettono in pericolo le rispettive famiglie.
Quella di lei, acquisita per matrimonio, appartiene al nobile casato dei Marzotto, industriali tessili di Valdagno (Vicenza). Suo marito Umberto (1926-2018) è infatti…