Artista e uomo di carisma immenso, geniale, seduttivo, fiero e bellissimo. Il grande ballerino Rudolf Nureyev, che voltò le spalle all’Unione Sovietica per rimanere in Francia nel 1961, in piena guerra fredda, è il simbolo stesso della libertà. A 81 anni dalla nascita e 26 dalla scomparsa, il film Nureyev - The White Crow (dal nomignolo, “corvo bianco”, che gli fu attribuito da ragazzo), in sala dal 27 giugno, lo riporta in vita. A interpretarlo è il ballerino ucraino Oleg Ivenko, scelto dal regista Ralph Fiennes dopo numerose audizioni per la forte somiglianza con il “tartaro volante”, altro soprannome di Rudolf.
Nureyev era molto orgoglioso di non essere russo, ma tartaro, fiero della sua etnia discendente dai guerrieri delle steppe degli Urali. «Il nostro sangue scorre più in fretta, come…
