Pensiero creativo
Isgrò segue lo stesso sentiero di Paolini, ma in direzione contraria. Immerso in una società dove sempre più spesso le parole sono eccessive, manipolatrici, ambigue, e le immagini chiassose e urlanti, vuole partire da ciò che esiste per sollecitare il pensiero creativo dello spettatore senza compiere un’operazione di duplicazione e di rispecchiamento, come Paolini, ma un gesto radicale, come quello della cancellatura, con cui interviene su testi, libri, giornali, persino sulla Costituzione, facendo emergere quelle parole che per lui sono portatrici di significato. Lavorando in un giornale, infatti, si era accorto che le cancellature avevano più forza dei testi, che la mancanza fa valorizzare la presenza, proprio come accade in amore. Così, nella favola La bella addormentata, egli cancella tutto il testo e oscura le immagini, in modo…