Roma, Santa Maria Maggiore, 25 dicembre 800, a mezzanotte. Il papa trascorre le prime ore della ricorrenza della nascita di Cristo come da tradizione. Canti sacri si levano nella basilica sull’Esquilino, uno dei leggendari sette colli della città sul Tevere.
Le luce delle candele, preziose dispensatrici di luce in un mare di ombre, trema. Il bagliore rossastro delle fiamme lambisce Sua Santità Leone III, davanti all’altare. Nella navata sono inginocchiati vescovi, conti, monaci, eruditi, artigiani, servitori, plebaglia e il popolo di Roma. Anche se la tradizione non lo racconta, i fedeli immersi nella penombra, alcuni avidi di sensazioni forti, altri in muta soggezione, non avranno tenuto gli sguardi fissi né sul papa né sulla croce. Ma piuttosto sul misterioso straniero, un uomo temuto da molti.
Il forestiero supera in altezza…
