A diciassette anni, nel 1724, conquistò Roma vincendo una sfida musicale con un famoso trombettista. Due anni dopo era “virtuoso da camera” alla corte di Vienna e nel 1727 spodestò a Bologna la star degli evirati cantori, volgarmente detti “castrati”, Antonio Maria Bernacchi. Infine, nel 1734, trionfò a Londra. Carlo Maria Broschi, detto Farinelli – dal nome del suo primo mecenate, il napoletano Domenico Farina – ebbe una carriera fulminea. Suo padre, dopo averne notato le qualità musicali, con la scusa di una caduta da cavallo lo aveva fatto evirare per poterlo avviare alla carriera musicale. Per lo Stato Pontificio, infatti, la castrazione doveva avere, ufficialmente (e ipocritamente), a scopi medici, non artistici.
Donne al bando. La voce di Farinelli, si diceva, faceva piangere i sassi, cosa rara tra gli…