“Emo’ questi ’ndo vanno?”. Naso all’insù, è questo quel che si domandarono molti romani quando, la mattina del 19 luglio 1943, videro luccicare in cielo uno stormo di bombardieri angloamericani, già convinti che, come altre volte, fossero diretti altrove. D’altronde, chi mai avrebbe osato colpire la Città eterna, la sede del Vaticano e del Colosseo?
Stavolta, però, gli aeroplani non andavano ma “venivano”. Roma non era più intoccabile e un’inaspettata pioggia di bombe si abbatté sul quartiere di San Lorenzo, sul cimitero del Verano, sull’università e su molte altre aree civili, per una conta finale di oltre 2mila morti. Sei giorni dopo, il 25 luglio, moriva anche il fascismo, con le dimissioni di Mussolini e la nascita del governo di Pietro Badoglio. Iniziava una nuova era, che per la città…
