In questi ultimi quattordici mesi, che vorremmo tanto dimenticare e soprattutto che speriamo finiscano al più presto, sono state utilizzate dal governo, e a cascata da tutti noi, parole nuove che a me risultano tutte odiose. Termini come lockdown e coprifuoco, immunità di gregge e paziente zero, droplet, congiunti, quarantena, isolamento e potrei andare avanti ancora un bel pezzo: definizioni a me antipatiche perché (alcune) inutilmente in inglese, e soprattutto perché (molte) evocano un mondo guerresco che spaventa. Coprifuoco, ad esempio, significa da vocabolario “divieto alla popolazione civile di uscire durante le ore della sera e della notte, imposto per ragioni di sicurezza dall’autorità militare o civile in tempo di guerra”. Che ansia! Sarebbe stato per me più sensato definirlo semplicemente “orario di rientro”, che ha lo stesso effetto ma…
