Quand’ero ragazzina pensavo che i lavori più spaventosi fossero questi: astronauta, minatore o guidatore di sottomarini, e prostituta. Astronauta perché ho paura di volare anche da Milano a Roma, non voglio nemmeno immaginare cosa sia librarsi fra le stelle e guardare fuori dall’oblò e vedere sotto la Terra; minatore mi terrorizza quanto guidatore di sottomarini perché soffro di claustrofobia, e pensare di stare sottoterra o sott’acqua, dovunque non si possa aprire la finestra e respirare aria fresca, è un’idea che mi fa girare la testa. Prostituta, il quarto mestiere, era però quello che più mi annichiliva: che orrore, che schifo, che paura. Che tristezza, che violenza, che pena buttarsi via a pagamento, immaginare che il corpo, e il cervello anche, abbiano un prezzo, possano essere barattati in cambio di denaro.…
