Cosa voglia dire avere un padre «assente, egoista, accentratore, distratto, spendaccione, ipocondriaco, megalomane» lo sai solo quando capita a te. Piero Villaggio, figlio di Paolo, appartiene a quelli che lo sanno e fanno di tutto per ricomporsi, ripararsi, ritrovarsi. Per fare pace con quel «vuoto difficile da colmare » che ti accompagna fin da bambino, «anche se ora, da adulto, non posso dare tutte le colpe a lui per quello che mi è successo, me lo ripete sempre mia moglie. E poi lui è anziano, malato, ha bisogno di me e io dopo anni di tormenti e di silenzi, ho imparato ad adorarlo».
È un pomeriggio d’inverno, il sole entra pallido nell’elegante enoteca milanese dove ci vediamo. Piero si siede, respira profondamente, si contorce le mani ruvide e inizia a…