Mio suocero mi ha raccontato questo suo ricordo di ragazzino, che mi è rimasto impresso, leggerete, per una speciale delicatezza e per un pizzico di follia. Era il tempo della Seconda guerra, lui con i compagni di classe erano balilla, cioè appartenevano a quell’organizzazione giovanile voluta dal regime fascista, e dovevano rispondere ai “principi educativi” di Mussolini. Ad esempio, erano obbligati a fare il saluto romano (quello con il braccio destro sporto in avanti, per spiegarlo a chi è troppo giovane) a ogni donna che aspettava un bambino. Il problema, per mio suocero e per tutti i ragazzini della sua età, non era obbedire alla richiesta, quanto riconoscere le signore in attesa: facile dire “le donne che aspettano un bambino”, molto più difficile capire chi fossero. Girava voce in classe…
