Biologo, conduttore televisivo, divulgatore scientifico.
VE LI RICORDATE I GIORNI DEL LOCKDOWN DI MARZO? Io mi svegliavo sempre alle sette spaccate. Potevo dormire quanto volevo, ma alle 7… bum! Occhi aperti. Iniziava così il mio ennesimo Giorno della marmotta (il titolo originale del film, Groundhog Day, letteralmente “giorno della marmotta”, in Italia è stato tradotto in Ricomincio da capo, ndr.): tè, biscotti, TG, doccia, computer, divano, TG, letto. Alle sette del giorno dopo lo stesso: Bum! Tè, biscotti, TG, doccia, computer, divano, TG, letto. Esattamente come nel film, ero intrappolato in un circolo temporale sempre uguale e senza via d’uscita. La vita scorreva monotona, le notizie sconvolgenti con tutti quei malati e i morti, le preoccupazioni; poi c’era quel silenzio surreale rotto dalle sirene delle ambulanze. Un incubo. Lo abbiamo…