Aggiungere un “aroma”, ovvero una spezia, ad una pietanza è un gesto quotidiano che fa parte della storia culinaria dell’umanità: ne esalta il gusto, seducendo al tempo stesso con quel “profumino” che ne preannuncia il sapore. Ma le spezie, o meglio le piante aromatiche, servono a tanto, tanto altro. Prediamo ad esempio l’origano che, sparso sul cibo, una pizza o una pietanza, aiuta nelle patologie dovute a cattiva digestione (meteorismo, emicrania, ecc.) e con cui, in maniera del tutto intuitiva, il leggendario gastronomo Marco Gavio Apicio, famoso nella storia gastronomica dell’antica Roma per i memorabili pranzi che imbandiva, creò una salsa specifica per condire il cervo, prima lessato e poi arrostito. Aveva forse a cuore la digestione dei commensali? Ben più tardi, nel 1700, Niccolò Lamery, chimico dell’Accademia Reale francese…
