Celebrava i suoi riti in una mansarda. La cerimonia era studiata in ogni particolare: c’erano i maestri, gli apostoli, le vestali, i catalizzatori e le ancelle. C’era un’invocazione, da ripetere tre volte: «Amor, amator, amides, ideodaniach, amor, plaior, amitor! Per il potere di questi angeli, io indosso questa potente missione e grazie a essi porterò al successo le cose che ardo dal desiderio di compiere. Grazie a te, o santissimo Adonai, e che il tuo regno e la tua volontà siano eterni. Amen». Con due volumi, Magia pratica e Il grande libro della magia, in bella mostra tra amuleti, tarocchi, candele e incensi, veniva poi offerta una pozione. Quindi iniziavano i riti di purificazione, attraverso «scambi di forza». Teoricamente, per purificare le ancelle e liberarle dalle negatività che le affliggevano.…