Del mio rapporto con Roma, la mia città natale, non riesco più a definire la forma, i confini, i colori. Parlo ancora un romanesco piuttosto marcato quando vengono meno i miei filtri (nonostante mia nonna fosse solita ripetermi che si tratta di una “pratica disdicevole”) e ho esplorato la mia città in lungo e in largo, sia negli anni in cui ci ho vissuto sia quando mi sono trasferita al Nord e scendevo nei giorni di festa. Roma è senza dubbio alcuno una meraviglia costante e dopo tanto peregrinare tra le sue strade, tra i suoi vicoli, mi sento di affermare che per scoprirne tutti i segreti forse una vita non basta. Ma la sua bellezza non è sufficiente a colmare il vuoto che si è formato quando ho perso…
