«Lavorare al Cremlino? È il sogno di tutti!», esclama con calore Marina, 24 anni, dipendente della biblioteca presidenziale. Per chiunque - studenti, cameriere, militari, ballerine, addetti stampa - il sogno è il Cremlino. E non solo perché è Mosca, la capitale scintillante, non solo perché è il potere supremo, il prestigio, la vicinanza a VVP (nome in codice, tra iniziati, di Vladimir Vladimirovic Putin), ma anche perché «ti costruisci una rete di relazioni per la vita». Marina parla un ottimo francese, imparato all’Ecole des Roches a Verneuil-sur-Avre, in Normandia. «Una scuola molto popolare in Russia, perché è stata fondata da un principe russo», racconta esagerando un po’. Patris Golicyn, infatti, l’ha diretta per un solo anno. Ma i genitori di Marina, francofili, hanno avuto ragione a mandarci la figlia. «La…