Al fischio finale hanno pianto un po’ tutti: inglesi sconfitti e calciatori italiani, neocampioni d’Europa, commossi fino alle lacrime. Ma soprattutto hanno singhiozzato loro due, Roberto Mancini, allenatore della Nazionale azzurra trionfante, e Gianluca Vialli, capo delegazione della squadra e amico storico, fraterno, infinito di Mancini. Il loro abbraccio, lungo almeno tredici secondi come hanno cronometrato gli appassionati, è stato un inno all’amicizia eterna e ha conquistato il monmanda do intero. Li abbiamo ammirati, uno nelle braccia dell’altro, congiunti in un cortocircuito di gioia, stordimento, felicità sportiva ed euforia emotivamente incontrollabile, perché i due amici erano ancora lì, più uniti che mai, trent’anni dopo aver conquistato uno scudetto mitico con una squadra che mai ne aveva vinto uno, la Sampdoria, e vittoriosi a Londra, la città che li vide perdere…
