Che Palais Princier, la residenza dei Grimaldi a Monaco, risalisse al XIII secolo era cosa nota. In quel periodo, infatti, quella che era una rocca militare genovese, piantata su uno strategico promontorio a picco sul mare, cominciò a essere convertita in un vero e proprio palazzotto. E, sempre in quel periodo, il maniero iniziò a essere utilizzato come residenza della casata regnante che ha mutuato il proprio nome da un certo Grimoaldo, uno dei supposti - gli storici non sono unanimi - capostipiti della dinastia. Ma nessuno, neanche l’attuale inquilino del palazzo, il principe Alberto II, sospettava che i soffitti, le logge e le arcate della residenza nascondessero tesori rinascimentali come affreschi allegorici, pitture e incisioni per riportare in vita i quali sono stati necessari tre anni di restauri.
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