Vanessa aveva solo 6 anni quando il 3 dicembre 1998 il padre Pier Paolo uccise la moglie Anna Maria, quindi la sua mamma, con un colpo di pistola. L’uomo fu condannato a 14 anni di prigione (un’inezia, e non mi importa se per la legge bastano, per il buon senso no, di omicidio volontario si tratta e ci vuole l’ergastolo), ne ha fatti 10 e oggi è fuori da tanto di quel tempo. Tempo che per Vanessa, “vittima collaterale” di quel femminicidio, non è invece passato mai, segnato ogni giorno dal dolore e dal ricordo. Cresciuta con gli zii materni, maggiorenne ha cambiato cognome, da Cardio, quello del padre, a Mele, quello della madre, e si è trasferita in Inghilterra a studiare criminologia. «Voglio aiutare le persone che sono state…
